#upsidedown #1 giorno: partenza e Beijing

Quando insegui un sogno per 32 anni, e poi lo raggiungi, sei preda di varie emozioni.
Per quanto mi riguarda, sarà forse che ultimamente viaggio molto, ma non provo l’ebbrezza e l’emozione che mi sarei aspettata!

Ho lasciato Roma da circa 11 ore e sono atterrata a Pechino, per uno stop di un paio di giorni (già che ci sono la visito, no?)

L’aeroporto, per quanto ho visto, è pulito e organizzato! Well done cinesi.
C’è pure il WiFi free!  Figata, direte voi. Circa, rispondo io…
I social non funzionano, foursquare non funziona, google maps non funziona!
Sono riuscita a mandare un paio di mail con tiscali per informare che sono viva; solo che la mia family le mail non le guarda… E vabbè, mandiamo sto SMS. Che sarà mai?  SBOOOOM! Vodafone passport, ti abbiamo ciucciato 6€,ma tranquilla eh! Puoi mandare altri 29 SMS, fare 15 min di telefonate, riceverne 15 min e oh. 30 mb di internet.
Ah.
Che poi… Se non vanno i social, né lo store, né maps… Chi schifiu me ne faccio?
Mortacci della Cina!

Taxi car 260 soldi: è il modo più immediato per raggiungere il vostro albergo; è una sorta di minivan con conducente, più costosa del taxi, ma se siete più di 3 con valigie a seguito è la soluzione migliore!
Card Starbucks 200 soldi: come sapete ne faccio la collezione; in questo caso la ricarica era troppo cososa,
circa 36€ (contro i 7 di Giappone e i 4 di USA)

Raggiungiamo l’ostello che avrà l’onore di ospitare le mie regali chiappe, smolliamo il mio bagaglio e partiamo alla conquista della città.
Se pensate che i negozi cinesi in Italia siano il male, provate a immaginare che possono essere i negozi cinesi in Cina. IL MALE DEL MALE!
A guardarli da fuori sembrano tutti in decadimento, in fase di chiusura, sporchi e disordinati; a parte un esiguo numero di store davvero carini e con oggettistica super kawaii!
Beauty store a gogo dove pescare il deal più succulento, dovete in qualche caso avere solo il coraggio di entrare…
La tappa a Piazza Tiennanmenn è d’obbilgo, come è facile immaginare è piena di turisti, sia cinesi che non, ed è enorme.

Il pranzo lo consumiamo in un ristorante super tipico cinese, per fortuna che la mia guru sa la lingua e ci fa da interprete. Abbiamo mangiato molto, cose ininnominabili ma molto buone.
Ovviamente non ricordo il nome del posto…

La giornata prosegue con la visita al Silk Market dove come bravi napoletani contrattiamo violentemente anche per le calamitine souvenir: è importante sapere che il prezzo esposto è gonfiato di 3 o 4 volte nel maggiore dei casi, per questo il consiglio è di sparar più basso possibile e portare al limite il venditore.

I must have di un viaggio

Ci sono degli oggetti di cui non si può proprio fare a meno! Io che voglio essere previdente ho cercato di pensare proprio a tutto.

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